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Il miracolo di una vocazione musicale

 

Il Festival Organistico di Magadino in un libro di Aldo Lanini

 

(da Popolo e Libertà del 29.8.03, art. di Sandro Vitalini)

 

Schiudendo l'elegantissimo volume di Aldo Lanini, il Festival Organistico di Magadino nella cultura musicale del Ticino, impreziosito da splendide illustrazioni, mi chiedevo se sarei stato in grado di leggerlo, visto che sono del tutto profano nell'arte musicale. Devo invece subito affermare che si tratta di un testo godibilissimo anche per noi digiuni di scienza organistica, perché presentato come il romanzo della vita dell'organo di Magadino dalla sua infanzia alla sua giovinezza alla sua maturità. Don Lanini è scrittore impagabile, ma qui emergono le viscere di colui che questo strumento ha generato. Grazie al Festival organistico Magadino, che nel 1803 nemmeno esisteva sulle carte geografiche del Ticino, è assurto a fama internazionale. Come scrive nella affascinante prefazione il maestro Bruno Amaducci, questo festival è un vero e proprio miracolo: " La chiesa di Magadino, in decenni di concerti ha ospitato duecentoventi organisti provenienti da ventisei nazioni"."Si potrebbe modificare il titolo del libro in: Il Festival di Magadino nella cultura musicale internazionale" (p.9). L'autore ricorda con la pungente arguzia che gli è propria, l'estrema deficienza della cultura musicale in Ticino all'inizio del secolo scorso, ma anche talune "luci" che illuminavano la notte, e sottolinea la data del 1902, quando anche la chiesa di Magadino ebbe il suo primo "piccolo ma elegante organo", la cui cassa, "pur enormemente ampliata in profondità, è tuttora la stessa cassa del grandioso organo del festival dotato di tre manuali e di quaranta registri" (p.18). La vocazione musicale di Magadino si radica nel genio di Luigi Favini, organista di valore incommensurabile, insegnante d'organo al conservatorio di Zurigo già a ventitré anni, che suona l'organo del suo paese in modo così sublime, da essere apprezzato, grazie ai microfoni della RSI, nel mondo intero. " Favini è stato il pioniere della riscoperta della musica organistica" (p.21). Luigi Lanini, coadiuvato dal nuovo parroco don Lanini, si fa in quattro per promuovere l'ampliamento dell'organo grazie alla solerte attività dei fratelli Mascioni. Su questo riuscito ampliamento e sulle romanzesche vicende del trasporto dell'organo da Cuvio a Magadino il lettore avrà campo di leggere pagine memorabili. Ma si deve all'idealismo del grande Victor Togni se a Magadino l'utopia del Festival sia diventata realtà. Togni, organista già apprezzato in tutto il mondo, si presentava umilmente al parroco una mattina per chiedere di esercitarsi sull'organo " di cui aveva sentito alcune trasmissioni in Canada" (p.26). Il suo autografo testimonia il suo entusiasmo per questo strumento e di qui nasce la scintilla del Festival. "Per la RSI Semini è d'accordo. D'accordo il circolo di cultura del Gambarogno e la Pro Gambarogno e l'avv.Jacomella per la scuola di cultura Migros. Il seme è gettato" (p.28). Il primo Festival a luogo nel 1963 e il secondo nel 1964. Gianfranco Spinelli nel libro d'oro del Festival nota la sua volontà di "aiutare gli altri ad avvicinarsi con umiltà alla grande opera di Bach, l'Arte della fuga", affinché l'impareggiabile musica bacchiana

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