INCONTRO Vanoni, dell'Associazione organisti
Una liturgia bella aiuta il gesto di fede
di ITALO MOLINARO
La musica nella liturgia aiuta ad avvicinarsi a Dio e non bisogna aver paura delle cose belle. Anzi, occorre impegnarsi a dare il meglio! A dirlo è il maestro Livio Vanoni, personalità di riferimento in Ticino e oltre per la musica sacra, fondatore e presidente dell'Associazione ticinese organisti, sorta nel 2002, a cui aderiscono un'ottantina di membri. Si tratta soprattutto di organisti liturgici, che sono cioè al servizio di una chiesa, cattolica o riformata, e spesso si tratta di volontari, perché in Ticino non ci sono le condizioni economiche per il puro professionismo. Quindi quello di organista è un servizio animato soprattutto da grande passione e anche fede, forse non ancora sufficientemente apprezzato e conosciuto. Un problema infatti è la cronica mancanza di organisti e il reclutamento di giovani leve.
Chiese e organi nella storia del Ticino
Eppure in Ticino il successo storico dell'organo è stato enorme, già nel
passato. Una regione povera e marginale, senza scuole di musica e senza
costruttori di organi, sin dal ' 700 vide comparire in decine di chiese
notevoli strumenti che andavano ben al di là delle necessità della liturgia
ma erano veri e propri organi da concerto. E questo non solo nei centri
maggiori, ma anche in piccole località delle valli, come ad esempio Rasa. Un
fenomeno, indica Vanoni, che andrebbe meglio studiato e che stupisce ancor
oggi, se si pensa all'impegno finanziario e culturale per la costruzione e
il mantenimento di un organo. Di fatto, perņ, nel ' 900 spesso questi
strumenti subirono un lento ma inesorabile declino, per il disinteresse
delle parrocchie e per i cambiamenti sociali. Fortunatamente negli anni ' 60
e ' 70 l'organo venne rivalutato, soprattutto per impulso della RSI. Si
riteneva comunemente, spiega Vanoni, che fosse uno strumento noioso e
pesante, ma il nuovo interesse che si stava accendendo permise di ribaltare
questo preconcetto. Un po' alla volta iniziarono le prime opere di
ripristino: non ancora veri restauri ma almeno un primo passo per rimettere
in moto strumenti ormai muti da tempo.
Sponsor di questa rinascita furono non prima di tutto le parrocchie, ma
altri enti.
C'erano comuni, ad esempio, che scoprivano di avere in casa un organo
storico di cui iniziavano ad essere orgogliosi e si impegnavano quindi a
sovvenzionare il restauro.
Un grande patrimonio che necessita restauri
La situazione di oggi, perņ, non è ancora ideale. Vanoni stima che in Ticino ci siano una cinquantina di organi in pratica abbandonati a se stessi, senza una manutenzione e un controllo regolari, e quindi a rischio degrado. Proprio per contribuire a una svolta, l'Associazione degli organisti ha da poco promosso un'iniziativa presso tutte le parrocchie della diocesi, mettendo a disposizione una quindicina di suoi esperti, pronti a eseguire controlli gratuiti per verificare lo stato degli strumenti e indicare a chi rivolgersi per eventuali interventi.
La formazione degli organisti
Che cosa si è fatto e si fa in Ticino per promuovere l'organo e per formare organisti? Prima dell'ATO, Vanoni aveva contribuito a lanciare un'altra iniziativa, una decina d'anni fa: la Scuola diocesana di organo. Si pensava che potesse attirare soprattutto giovani desiderosi di avvicinarsi a questo strumento, ma invece aderirono in particoalre organisti già formati che desideravano piuttosto migliorare le loro capacità. L'esperienza continua oggi in forma praticamente indipendente con lezioni date da Livio Vanoni ( Sopraceneri) e Marina Jahn ( Sottoceneri). Per questo motivo l'ATO percorre attualmente una strada un po' diversa. L'associazione intende favorire la conoscenza e gli scambi tra gli organisti ticinesi, attraverso momenti formativi pratici e visite a organi importanti e a case costruttrici di organi. Ci si interroga anche su come avvicinare giovani musicisti a questo strumento. Una strada, secondo Vanoni, potrebbe essere coinvolgere i docenti di pianoforte: si tratterebbe di invitarli a motivare i giovani a passare all'organo, offrendo perņ anche una preparazione sul piano più specifica e finalizzata proprio all'organo. Un altro canale è la scuola o l'offerta di lezioni pratiche. Ma anche gli organisti già attivi hanno esigenze, spiega il presidente dell'ATO.
Chiedono ad esempio di essere aiutati a conoscere meglio gli strumenti, le potenzialità sia degli organi moderni, sia di quelli storici. C'è inoltre l'esigenza di diffondere meglio il repertorio musicale liturgico e di imparare a meglio accompagnare la liturgia.
Migliorare la collaborazione con le parrocchie
Un punto importante è per Vanoni migliorare la collaborazione tra organisti e parrocchie, in particolare con i parroci e i consigli parrocchiali. I parroci, indica il presidente dell'ATO, a volte non conoscono le esigenze degli organisti, ma anche gli organisti non si rendono sempre conto delle esigenze della liturgia. Soprattutto gli organisti meno esperti hanno bisogno ad esempio di tempo per preparare una celebrazione e quindi è necessario che abbiano con molto anticipo il programma dei canti da accompagnare. L'improvvisazione, assicura Vanoni, puņ creare molti problemi, l'organista si accorge di non riuscire a suonare come vorrebbe e quindi si demotiva e rischia di mollare. Una migliore intesa permetterebbe un servizio liturgico più appropriato. La musica, infatti, non deve irritare a causa della sua qualità scadente, aggiunge Vanoni, ma è al servizio di una preghiera più intensa.
Riscoprire il valore della bellezza
Molto resta ancora da fare, anche perché la problematica dell'organo si inserisce nel ben più vasto tema della liturgia. Sappiamo bene, infatti, come sia difficile oggi avvicinare le persone alla Messa, per cui un'associazione come l'ATO potrebbe essere un'opportunità per migliorare. Importante, assicura Vanoni, è non aver paura della bellezza. Eseguire un bel brano organistico o cantare una Messa a più voci non è semplice smania di mettersi in mostra, per di più tagliando fuori l'assemblea, ma desiderio di lodare Dio con entusiasmo e impegno, coinvolgendo anche con le emozioni dell'ascolto. Un servizio, quindi, e forse le nostre comunità parrocchiali non percorrono ancora con sufficiente entusiasmo e consapevolezza questa strada.
Per informazioni sull'ATO è in funzione il sito internet www.ato-ti.ch

Livio Vanoni è il presidente dell'Associazione ticinese degli organisti.
