Prefazione
Mentre si celebra la ricorrenza del trecentesimo anno dalla scomparsa di Dietrich
Buxtehude (Oldesloe, Holstein, 1637 - Lubecca, 9 maggio 1707), di cui segnaliamo interessanti nuove pubblicazioni all'interno, ci sembra di cogliere segni rallegranti per la vita organistica in Ticino, una vera fioritura di momenti musicali che si prefiggono di far cantare vari dei numerosi e preziosi strumenti di cui è costellato il territorio della Svizzera Italiana. Parecchie sono infatti le iniziative locali attivate per mettere a frutto quest'opportunità e proporre appuntamenti accattivanti e validi. Le più recenti sono la novissima Rassegna organistica valmaggese, la Rassegna organistica leventinese e la Primavera organistica di Ligornetto, che fanno seguito al Maggio organistico di Viganello, al Settembre organistico di Morbio Inferiore, agli appuntamenti proposti dagli Amici dell'organo Antegnati della Collegiata di Bellinzona, a quelli di Verscio, oltre a numerosi appuntamenti sporadici, senza ovviamente tacere del pioniere e dell'ormai internazionalmente affermato Festival organistico di Magadino, uno dei più longevi su piano europeo, cha giunge quest'anno alla sua XLV edizione. Oltre a gioire di questi segnali di rinnovata vitalità va sopratutto reso giusto e meritato omaggio a tutte quelle persone che investono tempo ed energie per far nascere e far vivere queste encomiabili iniziative.
Osiamo sperare che tutto ciò sia l'espressione di una accresciuta e maturata presa di coscienza musicale che ovviamente non nasce per caso, ma che è frutto di una più diffusa e coltivata cultura musicale, promossa da numerose associazioni, enti e scuole che offrono interessanti opportunità ai giovani e meno giovani, contribuendo ad ampliare la cerchia di persone attente e formate ad apprezzare la musica nelle sue forme ed espressioni più sostanziose e valide.
Tra tutti questi fattori, ed operatori, cerchiamo di dare il nostro contributo anche noi, con proposte ed attività che, se non campeggiano sulle prime, modestamente operano sul campo perché la cultura organistica, passando dal quotidiano impegno dei soci attivi in numerose parrocchie, dalla sorveglianza dello stato degli strumenti, dalle proposte del giusto posto e valore assegnato all'organo (ed agli organisti) nelle chiese antiche ed in quelle nuove, si ramifichi e diffonda, dando impulso indiretto anche alle iniziative di cui sopra che ci sembrano di rallegrante auspicio per la nostra causa.