Editoriale

Anno Domini 1969: una chiesa ticinese era in restauro, sotto la direzione di un importante architetto. E lì esisteva un organo costruito da Antonio Bianchi e Giacomo Midali nel 1852. Un magnifico strumento con un Ripieno basato sul Principale 16 e numerosi registri da concerto. L'organo venne smontato e venduto ad un organaro che lo restaurò (in modo non proprio filologico) e lo vendette ad una parrocchia del canton San Gallo, dove si trova oggi.
Stesso anno: in un altro comune. In chiesa esisteva un organo costruito da Eugenio Biroldi nel 1811. Lo strumento, modificato a più riprese, non era più reputato all'altezza del suo ruolo, e il parroco decise di sostituirlo con uno strumento ritenuto "più moderno ". L'organo Biroldi venne dunque smontato e accantonato in un locale poco lontano dalla chiesa. Ancora adesso è lì, relegato, mentre il suo posto è stato preso da un organo multiplo elettropneumatico a due tastiere.
Poco tempo dopo: inizio anni '70. In un altro comune ticinese esisteva un organo costruito da Paolo Brambilla nel 1841. La chiesa venne restaurata, e l'architetto che sovraintendeva i lavori non trovò di meglio che eliminare la parte superiore della cassa dello strumento, tagliandola all'altezza dei piedi delle canne. Le canne restarono dunque "all'aria aperta ", private della cassa che le conteneva. Storia a lieto fine: nel 2003 l'organo venne restaurato... e riebbe la sua cassa o, per lo meno, una nuova cassa uguale all'originale, distrutta trent'anni prima.
Passiamo all'anno 1998: anche qui una chiesa ticinese subì una profonda ristrutturazione interna su progetto di un altro importante architetto ticinese (diverso dai precedenti). Venne rifatta la cantoria, su un nuovo disegno. E l'organo, costruito dalla fabbrica organaria Mascioni nel 1885, venne smontato e rimesso in una nuova cassa, moderna, assai diversa dalla precedente, originale, che venne distrutta.
Anno successivo, 1999. Un'altra chiesa ticinese venne fatta oggetto di un restauro (sotto la direzione di un altro architetto, ancora diverso da tutti i precedenti). L'organo, esistente nella cantoria posta sulla controfacciata, era stato costruito nel 1886 dagli organari Vedani e Talamona. E in un inventario di organi del Ticino era stato definito "organo notevole ". In occasione del citato restauro la cantoria è stata eliminata, e l'organo distrutto. C'è chi ricorda ancora quando le canne di legno venivano lanciate dalla cantoria nella navata della chiesa.
Anno 2005. Ancora una chiesa in restauro. Ancora un architetto all'opera. Ancora diverso da tutti i precedenti. Nella chiesa esiste un organo costruito da Giuseppe Vedani verso la fine dell'Ottocento. Strumento definito "di valore " da una nota fabbrica organaria, che ne propose il recupero. L'organo si trovava (o meglio si trova ancora) in una nicchia laterale nei pressi dell'altare maggiore. Cosa si decise? Di chiudere la nicchia alzando una muratura che nascondesse e rendesse inagibile lo strumento. E così fu: un organo murato vivo.
Questi sono i casi più eclatanti; occorre aggiungere altro?

Lauro Filipponi

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