Editoriale
Il festoso clima natalizio ricorda a tutti noi la gioia e la felicità che la nascita di un bambino riesce a portare. Felicità per mamma e papà, ma non solo: tutta la cerchia di parenti, di amici e di conoscenti partecipa a questa gioia. È un momento di grande emozione, di grande festa.
Anche la modesta famiglia organaria del nostro territorio ha vissuto un momento di grande intensità e di grande gioia, festeggiando l'ultimo nato: l'organo Chinaglia nella chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona, che è venuto a far compagnia ai suoi "fratelli maggiori" di Giubiasco, di Melide, di Morbio Inferiore (per citare solo gli ultimi nati). Ogni nascita è un miracolo, e la nascita di questo organo lo conferma: era uno strumento voluto dalla comunità parrocchiale, tanto che in tempi rapidissimi i fondi necessari per la costruzione furono raccolti.
E costruire un organo è anche un atto di fede: un atto di fede verso la Bellezza, verso la Fiducia, verso l'Avvenire. Sì, perché si tratta di un oggetto d'arte che porterà gioia a tutti coloro che lo potranno suonare, ascoltare, vedere.
Come potete vedere in copertina, lo strumento non brilla né in grandezza né in potenza. Ma in grandezza e in potenza brilla il comportamento di tutte quelle persone che hanno dato il loro contributo affinché nella Chiesa si continui ancora a coltivare la liturgia del Bello, e non dello scontato, del banale e della sciatteria.
Occorre dunque felicitarsi con chi ha sostenuto con tutte le sue forze il progetto e con chi lo ha realizzato. Ed un plauso alla comunità parrocchiale che non si è lasciata sedurre dal mondo dell'"elettronica liturgica", che così tanto piede sta prendendo anche da noi 1.
Ma in questo numero troviamo anche un altro importante contributo: ventisei anni fa, grazie soprattutto all'amore di don Aldo Lanini verso la musica e verso la sua parrocchia, venne costruito un nuovo organo nella chiesa di Carasso; un organo allora veramente fuori dal comune, qui da noi. Un organo che si rifà all'estetica della Germania del nord, con tanto di positivo tergale (e Zimbelstern). Un organo visitato e suonato poi dai migliori organisti, un organo dove Diego Fasolis nel 1985 in sedici concerti ci ha offerto l'integrale delle opere organistiche di Bach.
Da un po' di tempo l'organo soffriva gli acciacchi dell'età. Ma ora, revisionato, si presenta in forma smagliante. Sarebbe veramente bello se, risuscitando la serie di concerti organistici che ne fecero la gloria nel tempo passato, questo strumento potesse mostrare ancora i suoi fasti concertistici.
Magari, cari lettori, ci incontreremo a Carasso, in una nuova serie di concerti. E don Aldo, da lassù, saprebbe certamente far tacere le schiere degli angeli festanti in cielo, additando a san Pietro la sua chiesa di sant'Andrea e il suo organo: "Zitti, che adesso suona lui, il re degli strumenti."
Lauro Filipponi