Editoriale

[...] non possiamo essere troppo ottimisti per il futuro degli organi delle chiese cattoliche. [...] Nelle chiese cattoliche, invece, sono molte le funzioni in cui l'organotace. È difficile capire quale possa essere la causa. [...] l'attuale situazione può essere definita preoccupante. [...].
Questo è il grido di allarme che Livio Vanoni, primo presidente e fondatore dell'ATO, lanciava nella raccolta di testi "Die Orgel als Kulturgut - L'orgue, un bien culturel" edito dall'Ufficio federale della cultura nel 2004 1.
Il ruolo di organista in Ticino (nelle chiese cattoliche, evangeliche, e in altre comunità religiose) è, purtroppo, molto spesso legato al precariato e al volontariato: raramente chi si pone alle tastiere, dopo aver seguito il suo ciclo di studi sullo strumento, viene trattato in modo consono alla sua situazione professionale. Malgrado ciò, spesso l'organista risulta essere l'unico garante della qualità artistica degli interventi musicali durante i servizi liturgici. E da più parti ci giunge la richiesta di momenti in cui poter approfondire questo ruolo, affinché si giunga ad "una nuova consapevolezza da parte di chi, a diversi livelli e in diversi ruoli, opera in un contesto liturgico 2".
Ma in che modo l'ATO cerca di tradurre in modo operativo queste richieste? Per citare solo alcune attività negli ultimi due anni: il corso di Marina Jahn sulla liturgia tenuto nel maggio 2009 e il corso futuro sul come accompagnare i canti 3, i due Masterclass di Stefano Molardi sulla musica italiana e sulla musica tedesca ante J. S. Bach. La sempre più stretta collaborazione con il Conservatorio ha fatto sbocciare vari Fiori Musicali nel nostro giardino. Anche quest'anno un nuovo fiore sta germogliando. Di che cosa si tratta? Il Conservatorio della Svizzera Italiana, raccogliendo suggerimenti nostri e altrui, con la collaborazione e l'appoggio della Curia vescovile sta organizzando un "corso di studi avanzati", per organisti, liturgisti e direttori di coro. La nostra associazione, con l'intento di dare un segno tangibile di appoggio concreto a questa iniziativa, sostiene con un sussidio di 100 (cento) franchi i suoi membri che si iscriveranno alla parte organistica di questo corso.
È il nostro contributo affinché questo fiore possa attecchire. Certo, sarebbe bello e significativo se anche altre istituzioni, a cui stanno a cuore la dignità dell'azione liturgica ed un degno posto dell'organo all'interno delle celebrazioni 4, facessero sentire la loro voce su questo argomento e sostenessero anche con segni tangibili chi la domenica (e nelle altre feste comandate) dà gloria a Dio con cembali e organi, e volesse migliorare la prorpia competenza.

Lauro Filipponi


  1. articolo ripreso dal nostro Bollettino: nel numero 14 (dicembre 2009) è apparsa la prima parte; in questo numero appare la seconda e ultima parte (vedi pag. 12 e segg.)
  2. citazione dall'articolo di Giovanni Conti su questo numero (vedi pag. 30 e segg.)
  3. vedi su questo numero a pag. 23
  4. perché, sempre citando Giovanni Conti , "senza musica e canto non si può neppure parlare di liturgia"

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