Editoriale

Il est né, j'ai perdu mon jeune bien-aimé,
Je le tenais si bien dans mon âme enfermé,
Il habitait mon sein, il buvait mes tendresses,
Je le laissais jouer et tirailler mes tresses.
À qui vais-je parler dans mon coeur à présent ?

Queste delicate immagini che descrivono i sentimenti di una mamma alla nascita di suo figlio, sono solo l'inizio di un lungo poema che Cécile Sauvage (1883-1927) scrisse, ispirandosi alla sua maternità. Maternità che sbocciò il 10 dicembre 1908,
esattamente cent'anni fa, come oggi.
Chissà se anche in quel giorno, come adesso, la neve scendeva a ricoprire i tetti di Avignone? Chissà quale futuro sognava Cécile per suo figlio Olivier? Chissà se immaginava che il genio della musica avrebbe accarezzato con la sua ala proprio quel bambino appena nato? E quando Cécile riunì le poesie ispirate da questa dolce attesa nella raccolta "L'âme en bourgeon", non avrebbe certo immaginato che suo figlio Olivier Messiaen un giorno avrebbe improvvisato all'organo della chiesa della Sainte-Trinité di Parigi ispirandosi anche a quei poemi.
Un anniversario è una festa, è un'occasione d'oro per condividere i nostri sentimenti e la nostra gioia con le persone che ci circondano, ma anche un'occasione per riflettere su quanto la vita ci ha riservato, ci ha dato e ci ha tolto. E questo centenario è dunque l'occasione più propizia per cercare di avvicinarci a Messiaen, alla sua persona, alla sua musica, cercando di capire il suo linguaggio musicale: difficile, profondo e mistico. L'opera organistica di Messiaen non è certo facile: richiede molto sia all'organista che all'ascoltatore. E anche tra i lettori di questo Bollettino, chissà quanti sono rimasti perplessi e sconcertati all'ascolto di un suo brano organistico? Sconcertati dal suo linguaggio così poco consueto; ma poco consueto proprio perché poco o affatto conosciuto.
Abbiamo dunque pensato che questa ricorrenza potrebbe diventare lo stimolo per meglio conoscere (o per cominciare a conoscere) l'opera di colui che forse può essere considerato il più importante compositore di musica organistica del XX secolo.
Perciò a lui è dedicata buona parte di questo Bollettino.

Lasciamo ancora la parola a Cécile Sauvage:
Olivier, c'est mon "chevalier rose"! Il s'est donné ce nom lui-même, c'est moi la dame de ses pensées. Il a dessiné son écu, qu'il pose come un sceau de tendresse au pied des petites lettres qu'il m'écrit. Cela représente sur un fond de lune ronde un chevalier qui tient une lance, sur un cheval coiffé d'églantine.

E sulle note della Nativité di Olivier Messiaen, la Redazione del Bollettino augura a tutti voi Buone Feste e un Nuovo Anno ricco di gioia e serenità.

Lauro Filipponi

Valid XHTML 1.0 Strict