IN MEMORIAM
Il dicembre 2003 è stato un mese triste per il piccolo mondo organistico
ticinese e segnatamente per il Locarnese. Ben tre persone, che in modi
differenti si sono impegnate molto a favore dell'organo, ci hanno lasciati.
Cominciamo con la persona più conosciuta: don Aldo Lanini. A questo
personaggio di spicco dobbiamo in parte la nascita del Festival
Internazionale di Magadino. Don Aldo, allora parroco di Magadino, era membro
di un gruppetto di persone che con grande coraggio fecero decollare un
festival che ha avuto ed ha tuttora grande risonanza a livello mondiale. Il
nostro pubblico ha avuto la grande fortuna di poter ascoltare, in un paesino
com'è Magadino, i più illustri maestri del mondo intero.
Ma a don Aldo dobbiamo anche un grosso grazie per aver recensito tutti gli
organi del cantone che sono stati costruiti dopo l'anno 1900 pubblicando il
suo impegnativo lavoro su due preziosi volumi (Sopraceneri e Sottoceneri);
gli venne spesso affidata anche la progettazione di organi nuovi (Carasso e
Gordola) o di restauri.
L'ultimo decennio della sua vita è purtroppo stato un calvario: un incidente
automobilistico gli procuró una paralisi costringendolo alla carrozzella.
Questa triste situazione non gli impedì tuttavia di tenersi sempre
aggiornato in campo organistico mantenendo vivo il contatto con importanti
personalità.
Un decesso che invece nessuno si aspettava è quello dell'organista di Brione Donato Pedroia. Questo organista dilettante puó essere considerato un raro esempio di totale dedizione alla sua funzione di organista liturgico. Brione ha avuto una fortuna, che probabilmente non avrà più, perché Donato si è prestato pressoché a tutte le funzioni liturgiche che hanno avuto luogo nella chiesa di Brione, siano esse state normali messe festive, matrimoni o funerali. Ma c'è di più: pochi come lui trattarono l'organo della propria chiesa, addirittura se ne prese cura meglio che se fosse stato di sua proprietà. Ad ogni minimo difetto chiamó chi di dovere per tenere lo strumento in ottime condizioni di agibilità. Lui stesso teneva sotto controllo il livello dell'olio del motore aggiungendone secondo necessità. Questo modo di prendere sul serio l'impegno di organista non ha soltanto portato molto alla comunità di Brione bensì alla considerazione e conservazione del patrimonio organistico del nostro cantone.
La terza persona che ci è mancata è forse quella che va maggiormente messa
in rilievo, perché molto ha fatto per gli organisti pur non avendo mai
imparato a suonare. Si tratta di Alberto Henke. Agli inizi degli anni '70
gli venne chiesto di organizzare un servizio organistico per le tre chiese
evangeliche del Locarnese (Ascona, Monti e Muralto). Il modello
dell'organista fisso, a cui si era abituati in passato, fu impensabile
perché non si trovava più una persona disposta a "sacrificare" tutte le
domeniche dell'anno.
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